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Cesara Buonamici al TG5 si occupa del caso Corona: l’intervento dell’ordine dei giornalisti contro Fabrizio
Anthony Festa 27/01/2026

Per la prima volta, da quando lo scorso 15 dicembre Fabrizio Corona ha iniziato la sua crociata contro Alfonso Signorini, Mediaset ha reagito pubblicamente e soprattutto sulla sua rete ammiraglia. Dopo qualche vago riferimento in chiave ironica fatto durante la prima puntata di Striscia la Notizia, una trasmissione di Mediaset ha affrontato il caso delle pesanti accuse e insinuazioni che Corona ha fatto a Falsissimo Il Prezzo del Successo. Durante l’edizione delle 20:00 del TG5, Cesara Buonamici ha letto il comunicato che l’azienda di Cologno Monzese ha diffuso poche ore prima online e in cui vengono smentite con forza “menzogne e falsità” e anche annunciati provvedimenti per tutelare tutti i professionisti coinvolti nella vicenda.
Cesara Buonamici che legge il comunicato Mediaset tipo messaggio alla nazione. Sembra una serie tv. #Tg5
— Lorenza Sebastiani (@LoreSebastiani) January 27, 2026
boh ma la Mediaset che fissa corona tramite tg5
— luisa (@harryatthedoor) January 27, 2026
Cesara Buonamici e l’intervento al TG5 dopo le accuse di Fabrizio Corona.
Oltre alla lettura del comunicato di Mediaset, Cesara Buonamici ha anche letto la dichiarazione congiunta scritta nel pomeriggio di martedì 27 gennaio dal presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli e da Alessandra Costante, la segretaria generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana: “La sentenza che il Tribunale Civile di Milano ha emesso sul caso di Fabrizio Corona, conferma che non esiste un diritto a diffamare e che pure influencer e personaggi di spicco della rete devono rispettare la legge. Conforta poi il fatto che possano finalmente essere chiamate a rispondere di diffamazione le grandi piattaforme che lucrano profitti sfruttando l’odio e il discredito online“.
La nota firmata da Alessandra Costante e Carlo Bartoli continua replicando al diritto di cronaca a cui si è appellato Fabrizio Corona e poi si rivolge anche al Parlamento, chiedendo leggi precise e più severe per punire chi diffonde contenuti diffamatori che niente hanno a che fare con l’informazione giornalistica.
“È un richiamo stonato l’appello al diritto di cronaca evocato da Fabrizio Corona, non essendo lui un giornalista e non essendo Falsissimo una testata registrata. Non di censura, dunque, si tratta, ma di una sentenza che ha per oggetto un’attività meramente commerciale che niente ha a che vedere con l’informazione. Giova ricordare che il diritto di cronaca di cui possono avvalersi i giornalisti non è comunque un diritto assoluto, ma è soggetto alle condizioni indicate da una storica sentenza della Cassazione che obbliga chi fa informazione all’uso di un linguaggio rispettoso e all’osservanza della verità putativa e solo nel trattare vicende di pubblico interesse. Chiediamo al Parlamento l’adozione di norme più stringenti per punire chi si traveste da giornalista nell’esercizio di attività che niente hanno a che fare con l’informazione che è un bene primario tutelato dalla Costituzione”.
Intanto dal suo profilo Instagram Fabrizio Corona ha replicato dopo il comunicato di Mediaset e il servizio su di lui al TG5: “Faccio quello che fate voi, racconto, facendo inchiesta, su cose che conosco da dentro. Lo faccio perché ne ho il diritto”. L’ex re dei paparazzi nelle storie Instagram successive si è poi vantato di aver superato le 3 milioni di visualizzazioni della nuova puntata di Falsissimo Il Prezzo del Successo, dove ha attaccato diversi volti famosissimi di Mediaset.








