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Caso Beckham, l’analisi di Lucarelli: “Brooklyn un debole irrisolto, 70 tatuaggi dedicati alla moglie”

Fabiano Minacci 23/01/2026

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Selvaggia Lucarelli sulla sua newsletter ha scritto un articolo sul caso Beckham e parte di questa l’ha condivisa gratuitamente nelle sue storie di Instagram. La giornalista, nella sua analisi, sostiene che Brooklyn Beckham sembri non voler più essere davvero “un Beckham”, ma preferisca diventare “un Peltz”, rinunciando ancora una volta a una propria identità. Secondo lei, per Nicola Peltz — ragazza con lo stesso potere sociale dei Beckham ma con un potere economico persino superiore e abituata a ottenere sempre ciò che vuole — non deve essere stato difficile convincere il marito, offrendogli un’alternativa identitaria.

A suo avviso, Nicola Peltz avrebbe capito fin da subito che Brooklyn Beckham non è semplicemente un “figlio di”, ma una persona fragile e irrisolta. Lucarelli ha poi chiarito di non credere alla narrazione della moglie come strega manipolatrice e di lui come vittima: sostiene che, come spesso accade, i due si siano incastrati perfettamente nei reciproci bisogni. Lei, figlia di papà abituata ad avere tutto; lui, in cerca di una famiglia alternativa che lo liberasse dalla sua d’origine.

Caso Beckham, l’analisi di Lucarelli: “Brooklyn un debole irrisolto, 70 tatuaggi dedicati alla moglie”

Alla fine Brooklyn sembra non voler essere il suo nome, ma diventare il cognome di qualcun altro, ancora una volta” – le parole di Selvaggia Lucarelli – “Per Nicola, una ragazza di pari potere sociale dei Beckham e di un potere economico molto superiore (e molto abituata ai sì), non dev’essere stato difficile convincere il marito, offrirgli una sorta di alternativa identitaria: se non vuoi essere più un Beckham, puoi essere un Peltz! Lei, probabilmente, senza alcuna soggezione, ha capito che Brooklyn non è un figlio di, ma un debole, un irrisolto“.

E ancora: “Sia chiaro: io non sono tra coloro che ritengono Nicola la strega manipolatrice e lui povera vittima del sortilegio. No, come sempre accade in questi meccanismi, i due si sono incastrati nei propri reciproci bisogni. Lei è sicuramente una figlia di papà abituata ad avere ciò che vuole, lui aveva bisogno di crearsi una famiglia alternativa senza occhi giudicanti e comparazioni frustranti. Nicola è perfetta: ‘figlia di’ come lui, senza un talento specifico come lui e – così sembra – chiusa nel cerchio magico della sua famiglia. E Brooklyn, infatti, più che sembrare un 26enne scappato via da una famiglia oppressiva per camminare sulle sue gambe e fare esperienze, sembra aver replicato lo stesso schema: la moglie parrebbe controllante almeno quanto sua madre, lui continua a cucinare male, ma la differenza è che non si sveglia la mattina guardando qualcuno negli occhi del quale si sentirà un mediocre. Non so a voi, ma a me le decine di tatuaggi che Brooklyn ha dedicato a sua moglie (pare siano addirittura 70) sembrano roba da adesione a una setta, più che da innamorati“.

In queste settimane Nicola Peltz non ha ricevuto una buona pubblicità: a causa di questo scandalo è stata attaccata sia dall’ex cognata, che dall’ex hairstylist che ha detto: “Sua moglie è stata una delle peggiori celebrità con cui abbia mai lavorato. È una mela marcia“.

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