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Carlo Conti su Sanremo 2027: “La Rai e i discografici mi chiedono di restare. Mai dire mai”
Anthony Festa 21/02/2026

Nel maggio del 2024 la Rai ha annunciato che Carlo Conti avrebbe condotto il Festival di Sanremo dopo il trasferimento di Amadeus sul Nove, l’azienda ha anche fatto sapere da subito che l’impegno sarebbe stato per due edizioni della kermesse, quella del 2025 e del 2026. Lo stesso presentatore toscano in svariate occasioni ha confermato che non tornerà a Sanremo nel 2027, nemmeno nelle vesti di direttore artistico, tanto che da giorni sta circolando il nome del suo probabile successore: Stefano De Martino.
Anche nella recente intervista rilasciata al settimanale Chi, il conduttore di Tale e Quale Show ha confermato l’intenzione di lasciare il timone del Festival di Sanremo: “Negli ultimi 12 anni ci siamo alternati solo in tre direttori artistici: io per cinque edizioni, Baglioni per due, Amadeus per cinque. Abbiamo dato la nostra impronta, in un crescendo continuo. Credo che sia giusto lasciare spazio ad altri“.
Eppure in questa intervista sembra quasi che il presentatore voglia lasciare una porta aperta, infatti ha rivelato che la Rai, gli artisti e i discografici gli hanno chiesto di rimanere e ha anche aggiunto che nella vita nulla è certo: “Quello che mi fa piacere è che tutti mi invitano a restare: i discografici, l’azienda, i cantanti, gli addetti ai lavori. Però credo che sia corretto da parte mia divertirmi a fare questo ultimo Festival. Poi, come dico sempre, nella vita non si può mai sapere. Lorenzo il Magnifico diceva che “di doman non c’è certezza”. Nel frattempo, “chi vuol esser lieto, sia”.
Questo ‘mai dire mai’ non è sfuggito nemmeno al giornalista Gennaro Marco Duello, che su Fanpage ha scritto: “Tiene aperta ogni porta. Ma l’ultima frase è quella che, dentro viale Mazzini, non passerà inosservata. Parole che riaprono scenari che lui stesso aveva chiuso. Non è un ripensamento, è un lasciapassare per il futuro“.
Chi condurrà Sanremo 2027?
Non solo ‘tutti cantano Sanremo’, ma anche ‘tutti vogliono condurre Sanremo’. Molti non lo dicono per scaramanzia, ma altri sì, cantanti, presentatori, sono davvero tanti gli artisti che negli anni hanno ammesso di sognare la conduzione del Festival, l’ha fatto Nek, ma anche Alessandro Cattelan, Giorgia e Barbara d’Urso. Nel 2027 però non saranno loro a prendere il posto di Carlo Conti.
Secondo le ultime indiscrezioni di Dagospia, le case discografiche spingerebbero per un ritorno di Amadeus, altri per Antonella Clerici e invece la Rai (ma in particolare l’amministratore delegato Giampaolo Rossi), punterebbe tutto su Stefano De Martino. Ieri durante un intervento a La Pennicanza, sembrava che il direttore generale della Rai, Roberto Sergio, avesse dato la conferma di De Martino a Sanremo 2027, tanto che Fiorello ha gridato: “Ragazzi è ufficiale, Stefano è il nuovo conduttore”. Roberto Sergio però, poco dopo con una nota affidata ad Adnkronos ha smentito: “Non è ancora stato deciso, deve ancora iniziare il Festival del 2026“.
In realtà non è detta davvero l’ultima parola, dopo le ultime parole di Carlo Conti, io non darei più per scontato il suo addio a Sanremo, a maggior ragione se questa edizione dovesse replicare i numeri record della scorsa. Lo stesso Williams Di Liberatore (direttore dell’Intrattenimento Prime Time della Rai) non ha smentito la possibilità di un terzo Sanremo consecutivo per il volto storico dell’azienda.
Quindi confermato Stefano De Martino a Sanremo 2027? ✈️ #LaPennicanza pic.twitter.com/xlhRiJW613
— trashtvstellare (@tvstellare) February 20, 2026
Carlo Conti e il malinteso su Stefano De Martino.
Il mese scorso Carlo Conti in un’intervista ha dichiarato che per guidare il festival serve tanta gavetta e una bella esperienza, come la sua e quella di Amadeus e qualcuno ha pensato che fosse una sorta di frecciatina indirizzata a Stefano De Martino. Per questa ragione Valerio Palmieri di Chi, ha chiesto al conduttore fiorentino se le sue parole fossero davvero un monito per il collega napoletano.
Il 64enne ha negato e ha spiegato il significato del suo discorso: “Lungi da me lanciare moniti a Stefano o ad altri. Ho solo detto che il direttore artistico deve avere esperienza o che, comunque, deve avere intorno a sé una solida struttura che lo accompagni, perché la direzione artistica ha il compito più importante, quello della preparazione: organizzare la scenografia, le luci, i costumi, scegliere le immagini, la squadra, trasmettere il senso di un’edizione e, soprattutto, scegliere le canzoni. Quindi, la mia indicazione è che ci sia una solidità nella direzione artistica, la conduzione viene dopo“.








