Tv
Carlo Conti ammette i rifiuti a Sanremo: “Qualcuno mi ha detto no e ho virato su altri”
Fabiano Minacci 23/01/2026

Il cast dell’edizione 2026 del Festival di Sanremo sulla carta è debole? Questa polemica è stata cavalcata per settimane sui social perché -ad eccezione di qualche nome- moltissimi sono debuttanti. Carlo Conti in sua difesa ha spiegato che ci sono stati un po’ di rifiuti e che per questo motivo è stato costretto a virare su altri, detto ciò ha comunque difeso le sue scelte. Al podcast Pezzi – Dentro La Musica di Luca Dondoni, Andrea Laffranchi e Paolo Giordano, il conduttore ha detto: “Non credo che Francesco Renga, Raf, Patty Pravo, Luchè, Marco Masini, Fedez, Malika Ayane, Arisa e potrei andare avanti, non siano Big“.
E ancora: “Ci sono stati alcuni no, molti sono venuti l’anno scorso (e non volevano replicare, ndr), qualcuno non aveva il disco pronto, qualcuno ha partorito (il riferimento chiaro è ad Alessandra Amoroso, ndr). Ho lavorato per chi ci sarà il prossimo anno, insomma. Magari vuoi un mazzo di tutte rose e di colori diversi, poi dal fioraio scopri che ha solo quelle rosse e che quelle gialle sono appassite e vedi altri fiori dei quali non sai il nome ma che stanno bene“. Carlo Conti ha paragonato Sayf, Nayt, Eddie Brock, Samurai Jay, Colombre e tutti gli altri mezzi sconosciuti a dei fiori di cui non conosce il nome? Sì, lo ha fatto.
Chi sono Sayf, Nayt, Eddie Brock, Samurai Jay, Colombre e Maria Antonietta di Sanremo 2026 https://t.co/L8WgoMzcGw #Sanremo2026
— BICCY.IT (@BITCHYFit) November 30, 2025
Carlo Conti esclude Sanremo 2027
Carlo Conti, nonostante in passato abbia condotto il Festival di Sanremo nel 2015, nel 2016 e nel 2017, esclude che questa volta replicherà con le edizioni del 2025, del 2026 e del 2027 dato che per il prossimo anno spera ci sia qualcun altro. “Spero che il prossimo anno ci sia qualcun altro, anche più giovane, aitante e belloccio”.
Quanto a Sanremo 2026, al via il 24 febbraio, ha aggiunto: “Quest’anno ci sarà più varietà musicale rispetto all’anno scorso: un tocco di rock, del country, il rap puro, suoni e ritmi latini, il pop, il brano classico ma senza ritornello. La direzione artistica è la parte più entusiasmante del lavoro. Per me il festival è finito quando ho annunciato i nomi al Tg1. Il resto è un prodotto televisivo che rientra nel mio lavoro normale“.








