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Belve Crime, Daniele Ughetto Piampaschet, tensione con Fagnani, entra in scena l’avvocato per calmarlo

Anthony Festa 27/05/2026

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Tra i protagonisti dell’ultima puntata di Belve Crime c’è stato anche Daniele Ughetto Piampaschet, meccanico e scrittore condannato a 25 anni di reclusione dopo tre gradi di giudizio per la morte di una donna con cui aveva avuto una breve relazione, Antonia Egbuna, una nigeriana trovata senza vita nel Po nel 2012. Nonostante le sentenze, lui dal carcere continua a proclamarsi innocente, sostiene infatti che i colpevoli di quel gesto tremendo siano stati degli esponenti della mafia nigeriana, ma per la giustizia italiana l’assassino è lui. Durante l’incontro per Belve Crime ci sono stati momenti di tensione così evidenti che l’avvocato dell’intervistato è voluto intervenire per calmare il suo assistito.

Francesca Fagnani per la terza e ultima puntata di Belve Crime è stata nel carcere di Torino per intervistare lo scrittore di romanzi noir, opere che hanno un ruolo centrale in questo caso. I racconti sono stati parte importante dei processi, storie che hanno anticipato un omicidio premeditato nella scrittura e poi messo in pratica. Quando la conduttrice gli ha fatto notare questo aspetto, l’uomo è subito sbottato: “Loro pensano che una persona laureata in filosofia sia così folle da togliere la vita a una donna, scriverne un racconto, tenerlo in forma cartacea e digitale e poi inviarne copie a varie persone. C’era un testimone che mi avrebbe fatto assolvere, ma è scomparso, la mafia nigeriana l’ha fatto fuori“.

Quando la Fagnani gli ha ricordato che è stato un cliente della vittima, il detenuto ha risposto nuovamente stizzito: “Non ero un suo cliente! Ci sono stati degli incontri romantici, io ho solo cercato di tirarla fuori da quell’ambiente della strada“.

“Io poeta romantico come Dante Alighieri”.

Nel corso dell’intervista Daniele Ughetto Piampaschet ha sottolineato più volte di non essere mai stato cliente di ragazze che lavorano per strada, ma di aver cercato di aiutarne almeno due a liberarsi dalla morsa dei loro sfruttatori. Poi si è anche paragonato a Dante Alighieri: “Io non rientro nel profilo dei clienti. Io mi ritrovo di più nel poeta romantico, forse Dante Alighieri è più simile a me, colui che è stato condannato a 21 anni di esilio. Da una parte ci sono io, poeta romantico con Beatrice e in mezzo c’è la selva oscura di protettori, papponi, polizia corrotta“.

La Fagnani però ha fermato la deriva strampalata del discorso: “Io non commento questo, perché mi metterei su un piano surreale e mi attengo ai fatti. In questa selva oscura ci sono anche i clienti che fanno girare l’economia di quel settore“.

Il condannato si è poi risentito quando la presentatrice di Belve Crime ha rimarcato il fatto che secondo le carte lui era un cliente di Antonia e anche di altre ragazze: “Io ho un profilo culturale superiore a quelli che l’hanno uccisa. Chi ha portato avanti la linea che sono stato io e che ho messo in pratica i miei racconti è perché ha insabbiato le carte. Lei poi insiste sulla cosa che avrei avuto incontri a pagamento con alcune di queste ragazze nigeriane. Ma io le voglio comunque un grandissimo bene. Lei è proprio come Beatrice, è proprio tremenda“.

Francesca Fagnani anche in questo caso ha fermato il flusso bizzarro dell’uomo: “Non dica che mi vuole bene, non mi conosce, non è vero nulla, poi altrimenti rende traballante il suo rapporto con la verità. Non ci vogliamo bene, non ci conosciamo, stiamo solo facendo un’intervista”.

L’assurdo soliloquio di Daniele Ughetto Piampaschet.

Lo scrittore si è anche lamentato, dicendo che i suoi testi andrebbero valorizzati, ma anche in questo caso la presentatrice l’ha subito bacchettato, ricordando che la sua prosa letteraria è entrata a far parte dei processi come prova di una premeditazione della morte di una donna. Lui però questo punto ha fatto una nuova citazione letteraria: “Ma anche su De Sade pensavano chissà che cosa e invece era una bufala. Lei dice che io nei racconti scrivo quello che poi ho fatto nella vita reale. Ok che qui facciamo il teatro…“.

La Fagnani allora gli ha chiesto di evitare paragoni improbabili e poi l’ha invitato a essere serio: “Però era De Sade e non era lei, così come lei non è Dante Alighieri, lo dico per riportarla alla realtà. Io sto facendo teatro? Il teatro lo sta facendo lei, per questo la invito a essere serio, nel suo interesse“.

Poi c’è stato un soliloquio delirante con accuse anche molto pesanti alle autorità: “Ci sono persone colluse con le maman e i papponi e ci sono cifre di denaro che finiscono nelle tasche di qualcuno. Lo Stato mi ha piazzato qui senza prove. Lei mi vuol far passare per perverso che andava con queste donne a pagamento e che scriveva di ciò che poi faceva. Antonia ha perso la vita per la mafia nigeriana. La mafia è collusa con lo Stato. I magistrati milanesi sono pagati per fare ostracismo. Se lei pensa che sia io il colpevole è offensivo della sua intelligenza. Se lei sostiene che io abbia tolto la vita a una persona, senza che in quei giorni l’abbia incontrata fisicamente. Mi hanno incastrato. Vuole che le dica che sono un pazzo che ha scritto i racconti e poi ha tolto la vita ad Antonia? Ma con chi pensa di avere a che fare?”.

L’avvocato di Daniele Ughetto Piampaschet entra in scena.

La Fagnani ha suggerito al detenuto di calmarsi: “Guardi, non penso che il suo avvocato sia felice di quello che sta dicendo. Lei ha tutto il diritto di professarsi innocente, ma non può pretendere che io ci creda”.

Fuori campo l’avvocato di Daniele Ughetto Piampaschet è intervenuto chiedendo al suo assistito di rilassarsi, ma l’uomo ha continuato a reagire in maniera nervosa: “No! Non mi interessa, voglio continuare l’intervista. Io non voglio parlare con nessuno, abbia pazienza, la stimo“.

L’avvocato poi è entrato in scena dicendo: “Parlo perché vedo che sei entrato in un loop negativo che non ti fa bene. Questa cosa ti sta facendo del male. Adesso non fare il bambino e ascoltami. Guardami un attimo, adesso devi rilassarti“. Francesca Fagnani si è alzata e ha lasciato il legale e Daniele Ughetto Piampaschet soli per qualche minuto, prima di riprendere l’intervista.

Per come ha saputo gestire queste situazioni tensive, la Fagnani meriterebbe un Telegatto, un Emmy, qualsiasi premio televisivo.

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