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L’avvocato di Signorini a FanPage: “Corona deride, pensiamo a Tiziana Cantone”
Fabiano Minacci 30/01/2026

Fabrizio Corona, su richiesta degli avvocati di Alfonso Signorini, è stato costretto dal Tribunale di Milano a rimuovere i primi due episodi di Falsissimo dedicati a Il Prezzo Del Successo e a non pubblicare più alcun contenuto sul conduttore che abbia “carattere diffamatorio o che comunque danneggi la reputazione, l’immagine e la riservatezza”. Come abbiamo potuto però vedere nel terzo appuntamento dell’inchiesta, Alfonso Signorini è stato citato da Fabrizio Corona e secondo il suo avvocato lo avrebbe fatto trasgredendo il provvedimento.
“Nel provvedimento del giudice erano menzionate delle sanzioni e si chiederanno quelle sanzioni” – ha spiegato l’avvocato di Alfonso Signorini a FanPage – “Ci possono essere varie reazioni a un inadempimento, anche perché c’è anche l’inadempimento doloso. L’articolo 388 del Codice Penale disciplina proprio la mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Stiamo valutando, vedremo cosa fare. Certamente reagiremo“.
Daniele Missaglia, avvocato di Alfonso Signorini, ha poi aggiunto: “Perché abbiamo chiesto al giudice l’inibitoria? Perché l’inibitoria in questo caso era l’unico strumento per evitare che il danno si materializzasse. Nel caso di Corona ci sono due problemi: il modo che usa per esprimersi, che non rispetta la dignità altrui, e quello della verità. Non è ammissibile pensare che qualcuno possa fare il giudice ed emettere delle sentenze sui social. Se ci sono delle denunce da fare, ci sono le sedi competenti. Ci sono le autorità che indagano e verificano se quello che è stato denunciato corrisponde o non corrisponde a verità e se si configura un reato. E poi dopo, eventualmente, se si configura un reato, ci sono delle conseguenze. Ma non si può partire al contrario“.

L’avvocato di Signorini a FanPage: “Corona deride, pensiamo a Tiziana Cantone”
E ancora: “Il signor Corona non può fare quello che vuole solo perché dice di avere qualcosa per le mani, è una questione di principio. Non è possibile che, senza alcun tipo di responsabilità collaterale, qualcuno possa andare su una piattaforma e parlare con quella violenza verbale inaudita di chi vuole. Non può dare per certo quello che certo non è, non può fare una costruzione di un sistema parlando della vita privata degli altri, diffamando e dileggiando. Per situazioni del genere, qualcuno si è fatto molto male. Vogliamo parlare della povera signora Cantone, che si è suicidata perché a un certo punto sono stati pubblicati dei video?“.
L’avvocato ha poi concluso che secondo lei esprimersi in quel modo non significa affatto difendere la libertà di espressione, ma piuttosto svuotarla di significato. Ha aggiunto di voler sottolineare un effetto collaterale gravissimo e spesso sottovalutato: la diseducazione. A suo avviso, infatti, la situazione è critica e deve essere contrastata sotto ogni profilo, perché non è accettabile che passi il messaggio secondo cui insultare paga, diffamare rende famosi e la violenza verbale possa essere scambiata per intrattenimento teatrale. Ha poi concluso affermando che difendere certi principi non è negoziabile e che quindi andranno avanti in questa battaglia, con l’obiettivo di evitare che la rete diventi un “mercato dell’odio”, dove la reputazione altrui “viene sacrificata per qualche follower in più”.








