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Antonio Medugno, nuovo video su Signorini: “Se al mio posto ci fosse stata una ragazza?”

Fabiano Minacci 01/01/2026

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Antonio Medugno ha deciso di dividere in due parti il video sfogo sulla denuncia che ha fatto ad Alfonso Signorini dopo averlo accusato di violenza e di estorsione. Se nel primo ha spiegato perché ha taciuto per anni e ha parlato solo ora, in questo ha ribadito di non essere mai andato a letto con lui e di non averlo denunciato per pubblicità.

Come sono entrato al Grande Fratello? Sono entrato dopo aver passato una notte con una delle ex partecipanti del Grande Fratello di quell’anno. A lei raccontai del provino e del fatto che non mi avessero ammesso all’interno della Casa, e che ci fossi rimasto male. Lei ne parla con Alfonso. Non ho idea di cosa scatti nella testa di Alfonso, ma lui subito dopo mi propone un secondo provino, stavolta da fare in videochiamata. Quindi non lo vedo una seconda volta neanche per fare il provino” – le parole di Antonio Medugno – “Di conseguenza, io una cosa devo toglierla, una volta e per tutte: l’idea che io abbia lo abbia fatto con lui per lavorare è completamente falsa. Non c’è stato nessun secondo incontro. E nel primo, come già sapete, io ho rifiutato qualsiasi tipo di contatto fisico. Se avessi voluto pubblicità, ne avrei parlato subito. Avrei fatto interviste, ospitate, contenuti ogni giorno. Io ho fatto completamente l’opposto. Ho lavorato per anni e sono rimasto in silenzio fino a oggi“.

Antonio Medugno: “Se parlo oggi è per difendere la mia dignità, ho perso due contratti annuali importanti a causa di questa storia”

Questa storia non mi porta vantaggi. Mi espone, divide il pubblico, mi danneggia. Ho perso due contratti annuali importanti per questa situazione. Se parlo oggi è solo per mettere un punto di verità e difendere la mia dignità“. E ancora: “C’è un’altra cosa che voglio dire, ed è per me molto importante. In questi giorni leggo commenti che dicono: “Se ci sei andato a cena è colpa tua”, “Se hai accettato i regali allora ti stava bene”. Io oggi riesco a reggere questo tipo di pressione perché ho fatto un percorso psicologico, ho gli strumenti e una struttura che mi tutela. Ma mi fa riflettere una cosa: se questo stesso tipo di colpevolizzazione venisse fatto a una persona più fragile, a qualcuno che non ha avuto supporto, a qualcuno che ha vissuto quella situazione con più paura e più confusione, potrebbe portarlo davvero a pensare che la colpa sia sua. Questo è molto pericoloso“.

L’ex vippone ha poi aggiunto: “Perché andare a cena con una persona, o accettare un regalo, o chiacchierare, non significa consentire a nessun tipo di violenza. E non significa accettare nessun tipo di rapporto fisico. Questa cosa va detta chiaramente, non solo per me, ma per chi magari non ha la forza di dirlo. Alcuni degli ultimi messaggi che ho ricevuto mi stanno facendo sentire in colpa per essere andato a cena con una persona, e questo non è giusto. Se nei miei panni ci fosse stata una ragazza, lasciarla da sola e colpevolizzarla in questo modo sarebbe stato terribile. Non chiedo a tutti di credermi. Chiedo solo una cosa: smettiamo di pensare che una persona debba reagire in modo perfetto per essere credibile. Io mi assumo le mie ingenuità, ma allo stesso tempo ho bisogno e voglio difendere la mia dignità“.

Antonio Medugno ha poi concluso: “Proprio per questo ho creato insieme al mio avvocato uno spazio, con libero patrocinio, per tutti voi che avete subito o state subendo qualsiasi tipo di molestia o violenza, che sia psicologica, fisica o sul lavoro. Nessuno merita questo e nessuno merita di stare solo come lo ero io a quei tempi. Io ci sono per tutti. Da qui in poi torno a lavorare. Fine“.

Antonio Medugno, il video sfogo: la prima parte

Nella prima parte, come sappiamo, Antonio Medugno ha risposto ad alcune domande cercando di fare chiarezza.

Non sto cercando compassione, né sto cercando approvazione. Rispondo con calma e con i fatti alle domande che leggo ovunque, perché in questi giorni sono state dette molte cose false sul mio conto e sinceramente ne sono molto stanco. Per anni ho provato a seppellirla, perché quando sei coinvolto in dinamiche di vergogna e paura spesso non denunci subito: ti chiudi, ti colpevolizzi e temi di non essere creduto. Soprattutto temi l’impatto sulla tua vita e sul lavoro. È una cosa documentata: molte persone, troppe, ritardano la denuncia su queste vicende. Io in quei quattro anni ho fatto terapia e ho provato ad andare avanti. Ho deciso di tutelarmi legalmente soltanto quando la situazione è diventata pubblica e ho capito che il silenzio mi aveva distrutto, perché in quel periodo non avevo la lucidità che ho oggi“.

A domanda ‘perché sei andato a casa sua sapendo che c’erano messaggi spinti?’, Antonio Medugno ha precisato: “C’erano messaggi, sì. E col senno di poi riconosco che erano messaggi ambigui e che io forse avrei dovuto mettere un confine molto prima. Ma quando sei giovane, quando hai tante pressioni addosso, quando temi di bruciarti opportunità lavorative, non ragioni sempre in modo lucido. Io in quel momento mi sono purtroppo fidato ciecamente del mio vecchio manager e quindi ho minimizzato ogni cosa, perché mi avevano manipolato a pensare che era giusto così. Io non sono andato lì per farlo o per ottenere favori. Ci sono andato pensando alla carriera, a dimostrare che tipo di persona fossi e che tipo di valori avessi. È stata una scelta ingenua, lo ammetto. Ma l’ingenuità non significa né consenso né colpa. Perché quando vivi una dinamica sbilanciata non sempre scappi subito: spesso minimizzi, razionalizzi e ti dici che riuscirai a gestirla, che passerà“.

Infine, alla domanda ‘perché hai accettato quella situazione anche se già ti faceva stare male?’, ha risposto: “Io ho sbagliato a restare vicino a quella situazione invece di tagliarla subito: questo è il mio errore. Ma restare non significa stare bene e soprattutto non significa che tutto ciò che è stato raccontato online sia vero. Io ho avuto questa tendenza a minimizzare la cosa perché ero completamente manipolato dal mio vecchio manager. E questo deve essere chiarissimo. Non sono mai andato a letto con Alfonso Signorini. Né la prima volta né dopo. Mai. Capisco il sospetto, perché intorno a questo contesto ci sono stati tanti messaggi elusivi e di un rapporto che, col senno di poi, riconosco sbagliato. E qui mi prendo la mia responsabilità: ho gestito malissimo quella situazione“. E ancora: “Ho lasciato spazio a quell’ambiguità che non avrei mai dovuto accettare”.

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