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Andrea Laffranchi punge Albano e Romina, le risposte piccate di lei e del figlio
Fabiano Minacci 19/01/2026

Una settimana fa Romina Power, ospite al podcast di Alessandro Cattelan, ha definito ‘banale’ il testo di Felicità. Una dichiarazione che ha fatto drizzare i capelli ad Albano che fra le pagine del Corriere della Sera ha detto: “Romina ci ha guadagnato bei soldi grazie a Felicità, è come sputare nel piatto dove mangi, meglio che stia zitto. Felicità è tutto meno che banale“. La frase di Romina Power, ovviamente, è diventata argomento di discussione e il caso è stato affrontato pure da Caterina Balivo a La Volta Buona dove ha avuto in collegamento il giornalista e critico musicale Andrea Laffranchi. “Non sono un difensore di Felicità perché ai miei tempi Albano e Romina erano come la criptonite per Superman” – ha detto – “Non è che il loro repertorio sia stato di una profondità al pari di De Gregori o Dalla. Il loro repertorio è più o meno sempre uguale, se Romina ha trovato banale Felicità, significa che ha trovato banale tutto il repertorio fatto con Albano?“.
Un pensiero (pungente, ma lecito) che non ha spento la polemica, anzi, l’ha alimentata, tant’è che Yari Carrisi su Instagram ha sbottato contro di lui pubblicando un lunghissimo video di circa un quarto d’ora in cui sostanzialmente dice che i suoi genitori sono una coppia sottovalutata e che la loro musica è autentica e profonda.
Yari Carrisi contro Andrea Laffranchi
“Nonostante io e la mia famiglia siamo stati pesantemente spremuti e abusati dai media durante la sparizione di mia sorella Ylenia, continuo a nutrire un profondo rispetto per la carta stampata. Proprio per questo sento il desiderio di dare una mano al Corriere della Sera, nella persona di Andrea Laffranchi, affinché possa avere un’idea più chiara di una coppia iconica non solo per l’Italia: Al Bano e Romina Power.
Romina nasce in una famiglia di antica tradizione teatrale irlandese, le cui origini risalgono al Settecento. Al Bano, invece, viene al mondo con una dote canora unica, modellata dal vento caldo e costante che soffia dall’Africa verso il Salento: lo scirocco, che sembra attraversare la sua musica portando con sé echi di blues, R&B e soul. La sua carriera è lunga e significativa e comprende brani come La Siepe, canzone blues che gli valse il Premio Tenco nella sua prima edizione; Il ragazzo che sorride, sigla del programma Europa Giovani, nata dalla collaborazione con Mikis Theodorakis mentre quest’ultimo si trovava agli arresti domiciliari in Grecia; e 13, storia d’oggi, che ricevette il Premio Giornalistico al Festival di Sanremo del 1971.
Negli anni Settanta Al Bano e Romina Power registrarono diversi dischi, sia separatamente sia insieme. Per varie ragioni furono però costretti a una sorta di esilio lavorativo, attraversando fatiche e gioie in giro per il mondo come moderni nomadi, mentre i loro primi lavori come coppia passarono in gran parte inosservati al grande pubblico italiano. Negli LP autoprodotti Atto Primo (1978) e Aria Pura (1979) si racconta una coppia giovane, autentica e libera, totalmente immersa nella sperimentazione poetica all’interno di un’oasi musicale, mentre in lontananza si addensa la grande nube tecnologica. Alla fine degli anni di piombo accettarono, per la prima volta, di cantare brani scritti da altri autori. Il punto di partenza fu Felicità, interpretata quasi come un atto di ribellione contro la pesantezza, la serietà e il clima generale di quegli anni. E, paradossalmente, vennero presi sul serio. Le produzioni discografiche dei decenni successivi, in continuo mutamento tra flussi, tecnologie e influenze delle major, forse non sempre riescono a catturare lo spirito più alto dei brani.
Non dimenticherò mai i lunghi viaggi lungo strade nascoste della Spagna e di altri luoghi, accompagnati dalle loro ispirazioni fugaci che il mangianastri catturava e custodiva. Ho avuto il dono etereo, in tenera età, di assistere all’origine e alla genesi di quelle musiche. E poi le notti nelle Plaza de Toros gremite: Al Bano, come uno sciamano, infiammava ventimila persone che tremavano e vibravano all’unisono come forchette accordatrici, mentre Romina era come un’acqua che univa e amplificava sottilmente quell’energia. Caro Andrea, ho assistito e partecipato a concerti di musiche del mondo, da Nusrat Fateh Ali Khan a Debussy, dai Gnawa in Marocco a Yoko Ono, e grazie a mia nonna, che abitava dietro l’angolo dal Polo Field di Coachella, mi sono immerso in una decina dei primi festival. Ma ti posso assicurare che c’è un concerto in particolare, in una Plaza de Toros nel sud-est della Spagna, di cui non sai davvero cosa ti sei perso“.
A pungere Andrea Laffranchi è stata anche Romina Power che proprio sotto al post del figlio ha commentato: “L’informazione è essenziale quando si deve esprimere un opinione da “critico” . Grazie Yari per averci rinfrescato la memoria“.

La risposta di Andrea Laffranchi
“Yari mi ha risposto facendomi ascoltare il repertorio dei suoi genitori pre-Felicità, ma allora è stata un’occasione persa quella di aver sempre cantato Felicità quando venivano invitati, potevano far conoscere al grande pubblico quell’altro tipo di repertorio. Il successo è arrivato con Felicità, avrebbero potuto sfruttarlo per portare alla luce quella parte del repertorio che non conoscevo, lo ringrazio“.








