LGBT
Alessio Muceli di Fratelli d’Italia fa coming out: “Sono gay, il mio partito non mi ha messo divieti”
Fabiano Minacci 02/01/2026

Alessio Muceli di Fratelli d’Italia ha fatto coming out.
Se un politico -o come in questo caso un militante- dichiara il proprio orientamento non dovrebbe fare notizia, ma se in questo caso lo ha fatto è perché com’è noto quel partito è tutt’altro che friendly avendo bocciato apertamente tutti i disegni di legge a favore della comunità, dalle Unioni Civili al DDL Zan contro l’omofobia. Alessio Muceli però è felice così perché non vuole sposarsi e quindi il matrimonio non gli mancherà dato che “l’amore non si dimostra con una fede al dito“, ha detto. E se altri gay vogliono sposarsi e far valere i propri diritti si attaccano, insomma.
Alessio Muceli è felice e orgoglioso di militare in un partito che non lo ha cacciato solo perché gay, una vera vittoria per lui. “Il mio partito non mi ha mai messo paletti o divieti“, ha aggiunto.
Il militante ha 22 anni e a Cagliari è molto in vista essendo responsabile del dipartimento consulta interreligioso di Ogliastra, nonché membro di Gioventù Nazionale e dei Conservatori e Riformisti Europei. “Il partito è la mia seconda famiglia, prima ero nel movimento giovanile. Mi occupo anche dell’importante tema del bullismo” – ha raccontato al portale CagliariNews – “e delle politiche da attuare per la difesa delle piccole imprese, sempre meno ascoltate. Sono omosessuale e il mio partito non mi ha mai messo paletti. Sono orgoglioso che la nostra Italia abbia un premier capace come Giorgia Meloni, molto apprezzata anche all’estero“.
Alessio Muceli ha poi dichiarato che le realtà LGBT+ che conosce non lo rappresentano e che, a suo dire, quelle con cui è entrato in contatto fanno battaglie solo “per aiutare la sinistra”, predicano odio e arrivano perfino ad augurargli di finire “a testa in giù”. Io, invece, non gli auguro nulla di male, ma spero soltanto per lui che non debba mai trovarsi nella situazione di assistere il proprio compagno in fin di vita e di essere scavalcato dalla famiglia di quest’ultimo, magari senza poter nemmeno entrare in ospedale perché semplicemente “compagno” e non “marito”. Insomma, l’amore non si dimostra con una fede al dito, no?








