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Aldo Cazzullo telefona in diretta a Caterina Balivo: scontro su Sal Da Vinci

Fabiano Minacci 04/03/2026

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Il brano Per Sempre Sì di Sal Da Vinci ha vinto il Festival di Sanremo e sta ottenendo anche i primi riscontri positivi dai fan stranieri dell’Eurovision. Ad Aldo Cazzullo, firma del Corriere della Sera, non è però piaciuta e l’ha bocciata su tutta la linea nella sua recensione al vetriolo. “Per Sempre Sì potrebbe essere la colonna sonora di un matrimonio della camorra o una canzone di Checco Zalone, che però le scrive per burla” – ha scritto – “Non è questione di essere popolari. Volare era popolarissima. Ed è meravigliosa. Per Sempre Sì è forse la più brutta che abbia mai vinto un Festival“.

Questa recensione è stata letta in diretta anche nella puntata odierna de La Volta Buona e al termine di un servizio, Caterina Balivo ha detto la sua: “Quando si commenta questa canzone lo si fa sempre puntando il dito sulla città e sulla Campania. C’è una sofferenza nell’accettare che magari un artista campano possa arrivare in tutta Italia e ora anche in Europa. Ve ne farete una ragione tutti“.

Un’esternazione che non è piaciuta ad Aldo Cazzullo che ha telefonato in diretta. “Mi hanno chiamato dei miei amici napoletani e mi hanno detto che Caterina Balivo dice che ce l’ho con Napoli, così vorrei intervenire. Non ho mai detto che odio che un cantante napoletano abbia vinto il Festival di Sanremo. Io amo Napoli, adoro la musica napoletana e la grande tradizione napoletana che Renzo Arbore ha portato in tutto il mondo. Adoro Caruso, Daniele, Esposito, Bennato, Sorrenti.. Anche Geolier trovo interessante. Sal Da Vinci però rappresenta Napoli come i nordisti che non amano Napoli vedono Napoli. Io amo Napoli e il teatro di Eduardo e Totò, ma non mi piace Sal Da Vinci. La battuta sulla camorra è una battuta, appunto“.

Puoi dire ai tuoi amici napoletani che io non ho mai detto che ce l’hai con Napoli?” – gli ha risposto Caterina Balivo – “Abbiamo solo commentato la tua recensione pubblicata sul Corriere della Sera. Abbiamo solo letto le tue parole e commentate“.

Probabilmente Aldo Cazzullo voleva dire che la melodia di Per Sempre Sì e l’estetica di Sal Da Vinci ricreano alla perfezione il cliché dell’italianità che gli stranieri hanno di noi. E questo potrebbe anche essere vero. In un’ottica Eurovision Song Contest, però, diventa un punto di forza, non un limite.

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