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Alberto Ravagnani, l’ex prete si confessa tra castità, peccati affettivi e amore: “Non riuscivo a rispettare il celibato”
Anthony Festa 12/02/2026

In un’epoca in cui sono sempre meno i giovani che decidono di entrare in seminario e diventare preti, la storia di Don Alberto Ravagnani ha fatto molto discutere, tanto che in pochi mesi lui è diventato una celebrità sui social ed è riuscito anche ad avvicinare moltissimi ragazzi alla Chiesa e alla sua parrocchia. Proprio il suo successo online è stato la causa dello scossone mediatico di due settimane fa, quando il 32enne ha rivelato ai follower di aver lasciato il ministero sacerdotale. Da allora tutti vogliono parlare con l’ex prete, tv, quotidiani, radio, lui per il momento ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair, una a La7 (dove ha anche presentato il suo nuovo libro, La Scelta) e una anche al The Times, in cui ha toccato temi molto delicati: dall’affettività e la castità al celibato.
Alberto Ravagnani e le confidenze al The Times.
Il giornalista del The Times James Imam ha titolato: “Parliamo di affettività con un ex prete attraente che ha ricevuto un trattamento freddo del Vaticano. L’ex don afferma che la richiesta della Chiesa cattolica di astenersi dalle relazioni e dall’intimità fisica lo ha portato a dimettersi“. Sul sito britannico si legge anche: “L’ex sacerdote ha anche affermato di aver avuto incontri fisici dopo l’ordinazione, evidenziando le contraddizioni della Chiesa“.
Al The Times, Alberto Ravagnani ha discusso di celibato, ma anche di castità e ha rivelato che alcuni preti, una volta saputo della sua intenzione di dire addio all’abito talare, gli hanno detto che i fedeli gli avrebbero perdonato certi peccati legati all’affettività, dando così per scontato che lui avesse deciso di tornare allo stato laicale per qualche flirt o un’avventura: “Trovo ipocrita che la mia affettività, la fisicità, l’amore e la mia capacità di avere una relazione con qualcun altro non siano considerate cose belle. Il tema del celibato mi ha toccato profondamente. Cosa significa essere celibi? I sacerdoti casti cosa possono o non possono fare? Nessuno ne parla, fingiamo tutti di essere perfetti. Quando ho comunicato che me ne sarei andato, alcuni sacerdoti mi hanno detto: ‘Non preoccuparti, la gente ti perdonerà i peccati fisici e affettivi’, come se fosse ovvio che le persone commettano peccati fisici“.
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L’intervista a La7: “L’amore? Mi autocensuravo. Di recente ho capito che non volevo stare più dentro al celibato”.
Ospite di Massimo Gramellini su La7 a In Altre Parole, l’ex don ha spiegato di come il celibato e la castità possano essere un’arma a doppio taglio per la Chiesa e trasformarsi in problemi, tanto che potrebbe esserci un legame addirittura con certi casi di cronaca in cui vengono coinvolti alcuni sacerdoti: “Il celibato è uno degli ostacoli della vita da sacerdote, il più oggettivo. Un tempo, quando la società dava più importanza al ruolo del prete, il celibato forse era più vivibile, oggi in un’epoca in cui la soggettività ha un peso più grande, questo è un tema su cui ci si sbatte più facilmente la testa. Secondo me c’è anche un legame tra il celibato e certi problemi della Chiesa, questo ha a che fare anche con la castità, che forma una casta, la casta dei casti, la quale rischia poi di abusare del potere sulle coscienze e sui più piccoli. Il fatto che il celibato continui ad essere una legge imprescindibile per chi vuole diventare prete è un problema. Il celibato in sé può essere una cosa buona, non è un male, ma il problema è non poterlo scegliere“.
Alberto Ravagnani ha poi dichiarato di non aver mai provato amore (nel senso romantico del termine) per un’altra persona, non perché non ne sia capace ovviamente, ma perché dal punto di vista affettivo si è autocensurato. Gramellini ha poi chiesto al suo ospite quand’è che ha capito che non avrebbe più voluto imporsi il celibato e il ragazzo ha confessato che è stata una cosa maturata di recente.
“Io non mi sono mai innamorato, penso, ma perché mi autocensuravo, impedivo a me stesso di innamorarmi, perché ero molto ubbidiente. Io ho voluto stare dentro al celibato fino in fondo, anche se a un certo punto non ce l’ho fatta. Quando ho capito che non ce la facevo più? L’ho compreso di recente. Potevo fingere con me stesso, ma perché non dovevo essere vero e autentico? Da questa libertà che ho adesso non voglio più tornare indietro. Quale libertà mi aveva tolto il sacerdozio? Il mio modo di vivere il sacerdozio non mi rendeva libero, avevo perso autenticità e ora me ne sono riappropriato. Mi sono riappropriato dell’autenticità che passa attraverso il rapporto con il mio corpo, con le mie relazioni, con le mie amicizie, con la fisicità, con l’affettività, la possibilità di autodeterminarmi“.
Quello del celibato è un nodo ricorrente e centrale nella scelta di Alberto Ravagnani, tanto che ne ha parlato anche in un video che ha pubblicato lui stesso su YouTube, dove ha ammesso: “Di fatto non riuscivo a rispettarlo davvero, all’inizio dicevo che dovevo convertirmi, che era una questione di volontà, poi ho smesso di fingere di doverlo giustificare per forza“.
Speriamo che lo scossone dato da questo giovane ex prete e dalle sue parole riesca in qualche modo ad aprire un varco nelle solide mura della Chiesa, fatte anche di tabù, dogmi e ipocrisia.








