News

Agcom ha avviato verifiche su Corona: Falsissimo potrebbe chiudere

Fabiano Minacci 29/01/2026

article-post

È notizia di oggi che Agcom, ovvero l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha avviato delle verifiche sul canale YouTube di Fabrizio Corona per il suo format Falsissimo.

L’Agcom ha deciso di avviare un’indagine dopo la presa di posizione diffusa dall’Ordine dei Giornalisti con una nota pubblicata il 27 gennaio e firmata dal Presidente dell’Ordine, Carlo Bartoli e dalla segretaria generale della Federazione della Stampa, Alessandra Costante. Un comunicato, letto in diretta da Cesara Buonamici al Tg5, che sostiene le decisioni del Tribunale di Milano sul caso Signorini.

Con riferimento alle recenti puntate del canale web Falsissimo, anche alla luce delle prese di posizione dell’Ordine dei Giornalisti e della Federazione Nazionale della Stampa, il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, nella seduta odierna, ha dato mandato agli Uffici di verificare eventuali profili di competenza, con particolare riguardo alla delibera n.7/24/CONS, recante linee guida relative all’applicazione del TUSMA da parte degli influencer e al relativo Codice di condotta“, si legge sulla nota. Il TUSMA, ovvero il Testo Unico dei Servizi di Media Audiovisivi, è una normativa che regolamenta vari aspetti dei contenuti media che in base a una delibera del gennaio 2024 devono seguire anche gli influencer, categoria in cui rientra Fabrizio Corona avendo un milione di iscritti al suo canale YouTube.

Agcom: ecco perché il canale YouTube di Fabrizio Corona potrebbe chiudere

Come cita FanPage nel suo editoriale, Agcom ha il potere di far chiudere siti e anche canali YouTube. I recenti casi sono Streaming Community (anche se la piattaforma riapre sempre con nuovi domini) e il canale YouTube che aveva pubblicato un documentario di propaganda sul Donbass. “Chiudere un canale YouTube è più difficile” – si legge sul sito – “Di fatto non si tratta di un dominio ma di una parte di un canale aperto su una piattaforma. Eppure ci sono dei precedenti, almeno per dei contenuti specifici. Nel giugno del 2024 l’Autorità aveva chiesto a YouTube di rimuovere un documentario di propaganda sul Donbass pubblicato da Russia Today“.

Potrebbe interessarti anche